Come si ottiene il rinnovo della cessione del quinto

In tempi di crisi economica e occupazionale, a cui fa da cornice uno scenario futuro tutt’altro che roseo, c’è chi può affrontarla contando sui risparmi accantonati, spesso da una vita, e chi invece non ha altra strada che richiedere un finanziamento.
La Cessione del Quinto, o il suo rinnovo, potrebbe quindi essere un’ottima soluzione per molti, ma sebbene la somma di denaro in prestito venga elargita in tempi brevi, questo particolare tipo di finanziamento non è concesso a tutti. È infatti sottoposto alla verifica di precisi requisiti, oltre che al rispetto di regole e tempistiche, elementi tra i quali non è facile destreggiarsi e si rischia di perdersi o fare confusione, come ogni volta in cui ci sono di mezzo burocrazia, prestiti e denaro.
Vediamo allora bene di cosa si tratta e come procedere con successo al rinnovo della Cessione del Quinto.

Che cos’è la Cessione del Quinto

La Cessione del Quinto è una forma di finanziamento a tasso fisso che prevede un rimborso a rate mensili costanti e fisse. A differenza di un comune prestito personale, le rate non vengono versate dal soggetto che lo richiede, ma dal suo datore di lavoro (se dipendente aziendale) o dal suo ente previdenziale (se pensionato): egli trattiene una quota massima pari al 20% (un quinto, di qui il nome) dall’importo dello stipendio o della pensione da versare, che pertanto sarà erogato/a al netto dell’importo da restituire. Sul web sono disponibili alcuni strumenti di calcolo.

Questo finanziamento non può essere richiesto da tutti, ma solo da dipendenti pubblici o statali, dipendenti privati e pensionati, che tuttavia devono soddisfare anche altri requisiti, da valutare in occasione della delibera di richiesta della somma.
Per esempio, i lavoratori dipendenti devono: a) essere assunti con contratto a tempo indeterminato; b) avere un’anzianità lavorativa minima; c) prestare servizio in un’azienda in possesso di determinati criteri di ammissibilità, come un numero minimo di dipendenti o il capitale sociale superiore ad una data quota.

L’ammontare del prestito varia da caso a caso e dipende soprattutto dall’anzianità lavorativa, dal TFR accumulato, nonché dall’importo dello stipendio (o pensione) mensile. Quanto più questo sarà elevato, tanto più renderà sostenibile una rata maggiore, consentendo così di ottenere una cifra più consistente.

Che cos’è il rinnovo della Cessione del Quinto

Su questo argomento spesso si fa confusione, anche perché il termine “rinnovo” non è molto appropriato: sarebbe più corretto parlare di “proroga“. Infatti, il rinnovo della Cessione del Quinto indica il prolungamento della durata del contratto di finanziamento, eventualmente variando anche la rata mensile, e non un nuovo contratto, in senso letterale, come si potrebbe pensare dal nome.

Proprio come per la semplice cessione vanno soddisfatti determinati requisiti, per ottenerne il rinnovo oltre la naturale durata prevista dall’atto. Questa può arrivare ad un massimo di 10 anni (120 mesi), ma è un termine rinnovabile nel caso in cui il soggetto che lo ha sottoscritto, lavoratore dipendente o pensionato, abbia bisogno di un ulteriore finanziamento.
In realtà si tratta anche di una tappa obbligata, visto che la legge vieta una seconda Cessione del Quinto ex novo, ma consente al massimo di prolungare termini di quella in corso, sotto condizioni e tempi opportunamente stabiliti: insomma, il rinnovo non è concesso a tutti, né lo si può richiedere in un momento qualsiasi.

Come funziona il rinnovo della Cessione del Quinto

Come anticipato, la legge attuale vieta di stipulare un nuovo contratto di Cessione del Quinto a chi si è già avvalso di tale forma di finanziamento. Ciò nonostante questo è il solo modo per alcune persone di avere accesso al credito al consumo: si pensi ai protestati, ai cattivi pagatori e tutti coloro a cui, per i più svariati motivi (dalla malattia grave alla disoccupazione), potrebbe essere negato l’accesso al prestito personale non finalizzato (nel senso che non ha il fine di indurre all’acquisto di beni e servizi, ma può essere utilizzato per qualsiasi scopo).

Per evitare che il beneficiario del finanziamento sfugga ai suoi oneri, cioè non paghi, ecco che la rata mensile viene detratta in automatico dallo stipendio: è il datore di lavoro o l’ente previdenziale che la versa direttamente all’istituto di credito, che lo ha messo a disposizione del suo dipendente o del pensionato.

Soltanto una volta che il soggetto ha saldato il suo debito, al termine del contratto, egli può fare domanda per rinnovare la Cessione del Quinto, accendendone un’altra con modalità differenti, per allungarlo oltre la sua scadenza naturale in maniera del tutto legale.
Con il nuovo contratto di rinnovo, la vecchia Cessione del Quinto è considerata estinta ed il richiedente ottiene nuova liquidità, da rimborsare ancora una volta in rate mensili, detratte in automatico dal suo stipendio o dalla pensione.

I limiti temporali del rinnovo

La legge è perentoria e nega un nuovo finanziamento tramite Cessione del Quinto a chi ne ha già beneficiato. Tuttavia è possibile ottenerne lo stesso un altro seguendo la strada del rinnovo, ma a delle condizioni, anche temporali:

  • chi aveva sottoscritto un contratto con durata di 10 anni, può richiederlo dopo che siano trascorsi i 2/5 del tempo, cioè dopo aver pagato 48 rate (4 anni);
  • chi invece ne aveva stipulato uno di durata inferiore a 5 anni, può anche non attendere l’intero periodo (i 2/5), ma solo se la nuova durata sarà di altri 10 anni (se inferiore, è tenuto invece a rispettare il limite).

In linea generale, quindi, il rinnovo può essere richiesto solo dopo aver saldato tutte le rate, per una durata pari ai 2/5 di quella fissata dal contratto stipulato in precedenza.
Alla luce di queste considerazioni è ormai chiaro che il rinnovo della Cessione del Quinto non indica affatto che è scaduta la durata naturale del contratto, ma che è stato richiesto un ulteriore finanziamento secondo la stessa modalità, nei fatti prolungandola ancora (fino ad un massimo di 10 anni), visto che la legge impedisce la stipula ex novo di un’altra cessione alla medesima persona.
Con il rinnovo, ecco che la vecchia cessione è dichiarata estinta e subentra la recente, e con essa una nuova rata e l’allungamento della durata per poter restituire la somma concessa a favore.

[ap_tagline_box tag_box_style=”ap-all-border-box”]Per sintetizzare in maniera schematica il rinnovo della Cessione del Quinto:

  • è una nuova (non una seconda) cessione che prevede l’estinzione della precedente, l’allungamento del contratto e una nuova rata mensile;
  • può essere richiesto solo dopo che siano trascorsi i 2/5 della durata naturale del contratto;
  • se la durata era stata fissata a 10 anni, può essere richiesto dopo 4 anni (i 2/5 della cessione stipulata), cioè dopo aver pagato 48 rate.[/ap_tagline_box]

Come chiedere il rinnovo fuori dai limiti di tempo standard

Secondo la normativa, il rinnovo della Cessione del Quinto può essere richiesto solo se sono trascorsi i 2/5 della durata naturale del contratto, e sono state pertanto pagate le relative rate.
Tuttavia, nel caso in cui la cessione sia stata stipulata per un periodo uguale o inferiore a 5 anni, il limite temporale dei 2/5 di tempo può essere superato. Vediamo come.

Secondo l’articolo 39 della Legge n. 180 del 1950, il soggetto che ha già beneficiato della Cessione del Quinto (dello stipendio o della pensione) può legittimamente stipularne una nuova in seguito all’estinzione in anticipo della precedente, dopo aver pagato tutte le rate per 2/5 della durata naturale del contratto. Inoltre può ottenerla dopo un anno che ha estinto anticipatamente il contratto.
Ciò vuol dire che, in presenza di una Cessione del Quinto con contratto di 5 anni (60 mesi), il suo rinnovo è possibile anche dopo soli 12 mesi dalla sua naturale scadenza, a patto che venga stipulato un nuovo contratto della durata massima, pari a 120 mesi (10 anni).

Per comprendere meglio può aiutare la sintesi dei due casi-tipo.

1) Il rinnovo della Cessione del Quinto con contratto di 10 anni (120 mesi):
deve sottostare a dei limiti di tempo, pari a 2/5 della durata naurale del contratto;
può essere richiesto dopo che sono trascorsi 4 anni (2/5 del tempo), ossia dopo 48 rate pagate;
ha come risultati una nuova cessione a partire dalla 49esima rata, una diversa rata mensile stipulata e l’allungamento del contratto per altri 10 anni.

2) Il rinnovo della Cessione del Quinto con contratto di 5 anni (60 mesi):
può essere richiesto già dopo un anno (12 mesi), senza dover attendere che siano trascorsi i 2/5 della durata naturale del contratto;
ha come risultati una nuova cessione, una diversa rata mensile e l’allungamento del contratto con contratto obbligatoriamente per altri 10 anni, la durata massima.

Come recedere dal nuovo contratto di Cessione del Quinto

La Cessione del Quinto, vecchia o nuova che sia, consente al consumatore di esercitare anche il diritto di recesso, cioè la facoltà di “ripensamento” per cui può interrompere il contratto sottoscritto, anche senza il consenso dell’istituto di credito erogante (banca o altro intermediario finanziario). Non sono previste penali, né c’è l’obbligo di fornire spiegazioni.

Ma anche in questo caso, ovviamente, ci sono delle condizioni da rispettare:

  • il diritto di recesso deve essere comunicato formalmente all’ente creditore (per esempio tramite raccomandata A/R);
  • se la somma richiesta è già stata erogata, il capitale e gli interessi relativi, calcolati secondo quanto stabilito dal contratto, vanno interamente restituiti entro 30 giorni dall’invio della comunicazione di tale recesso;
  • il soggetto debitore è tenuto a rimborsare al finanziatore anche l’imposta sostitutiva che questi ha nel frattempo corrisposto al suo datore di lavoro (se dipendente), o all’ente previdenziale (se pensionato).

Insomma, si può tornare indietro, ma va fatto entro tempi brevi e sostenendo dei costi. Quindi meglio pensarci bene, prima di sottoscrivere la Cessione del Quinto o rinnovarla, con troppa leggerezza.

Come tutelarsi dai finanziatori

Prima di stipulare la Cessione del Quinto o il suo rinnovo, il cliente ha tutto il diritto di pretendere informazioni chiare e la massima trasparenza, gestionale del procedimento e degli atti, perché quanto pubblicizzato dagli enti finanziatori deve essere vero e coerente.
Pertanto la cosa migliore è cercare di raccogliere quante più informazioni possibili e soprattutto leggere con attenzione l’intera documentazione (cosa che non si fa quasi mai purtroppo), pretendendo tutti i chiarimenti necessari e un’adeguata assistenza prima di compiere l’importante passo.

Nel caso in cui dovessero sorgere problemi, è tenuto a inoltrare un reclamo all’ente finanziatore seguendo la normale procedura. Se non risolvibili con direttamente con lui, è invitato a rivolgersi entro 30 giorni dalla sua presentazione all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) per risolvere al più presto la situazione, in maniera facile ed economica.

Conclusioni

Il tema della Cessione del Quinto è molto delicato e poco familiare ai più, visto che non riguarda la vita di tutti, né tutti i giorni. Non trattare l’argomento con leggerezza è un obbligo, se non si vuole rischiare di avere forti ripercussioni nel tempo (e nel portafoglio) per errori o superficialità.

Informarsi il più possibile è altamente consigliato ed oggi anche facile grazie a Internet, visto che in rete sono disponibili per esempio molti video utili e interessanti, che aiutano a familiarizzare con l’argomento e a prendere decisioni.

Tuttavia, nel caso si voglia preferire e seguire realmente questa strada di finanziamento, o non si abbiano altre soluzioni, la cosa migliore è sempre quella di consultare un esperto, che saprà consigliare al meglio, aiutando a districarsi tra la le infinite “beghe” burocratiche e la miriade di pubblicità sul credito al consumo, evitando di compiere passi falsi.

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