Finanziamenti europei a fondo perduto: per chi sono e come ottenerli?

I finanziamenti europei a fondo perduto sono la soluzione per tutti quelli che desiderano avviare un’attività d’impresa in uno dei Paesi dell’Unione Europea, avendo la certezza di contare su un capitale certo che viene devoluto in favore delle migliori idee per lo sviluppo economico, sociale e territoriale di una determinata zona. Il finanziamento europeo, in realtà, non è interamente a fondo perduto, dal momento che una parte del capitale dev’essere restituito anche se con interesse e agevolazioni.

Cos’è il finanziamento europeo a fondo perduto

Tutti sanno che esiste la possibilità di ottenere dei finanziamenti per l’impresa a fondo perduto ma, in realtà, questi finanziamenti europei sono ben più complessi e articolati e meritano un approfondimento strutturato per capirne la sostanza.

I fondi europei possono essere considerati come contributi o agevolazioni da utilizzare principalmente nell’avvio di un’attività d’impresa, dedicato ai soggetti che non hanno fondi sufficienti per affrontare le spese che richiede lo start di un’attività. La differenza con le altre tipologie di prestito è insita nella natura e nella tipologia di ammortamento, che in questo caso è personalizzata sulla base delle esigenze del richiedente e, soprattutto, agevolata nei tassi e nei modi di restituzione. Il finanziamento a fondo perduto europeo è una risorsa importantissima che, con ampi margini di tolleranza per quanto riguarda i requisiti personali, permette di ottenere la liquidità per attività che operano nei più svariati settori d’impresa.

Liquidità: è questa la parola chiave dei finanziamenti a fondo perduto europeo ed è per questo che possono essere considerati come l’ancora di salvataggio per i giovani e per i meno giovani che vogliono iniziare a operare nel loro territorio sfruttando un’idea, un’intuizione che può contribuire a creare valore per quel determinato territorio.
Questi finanziamenti, però, vengono anche concessi a chi già lavora sul territorio, a chi già ha un’attività avviata ma desidera implementarla, svilupparla e migliorarla, ottenendo dall’Europa un contributo concreto.

Tecnicamente, il finanziamento a fondo perduto europeo può configurarsi come un prestito personale atipico dedicato agli imprenditori, o ai futuri tali, che nello specifico deve contribuire a sostenere le ingenti spese per:

  • acquisto strumentazioni e locali per lo svolgimento dell’attività;
  • corsi di formazione e di aggiornamento per l’acquisizione del know-how;
  • conseguimento delle certificazioni europee e qualitative.

Tornando al concetto di fondo perduto, in realtà, come accennato precedentemente, questo capitale si compone di due parti: una, effettivamente, viene ottenuta e non dev’essere restituita mentre l’altra richiede un piano di ammortamento. Solitamente, i finanziamenti a fondo perduto concessi dall’Europa sono suddivisi in proporzione 50:50 ma queste parti possono cambiare in relazione al bando specifico che viene emesso di anno in anno e in base alla categoria industriale e commerciale a cui il bando è dedicato.

Questo, infatti, va evidenziato perché non esiste un unico bando europeo ma sono diverse le tipologie di accesso al credito che vengono proposte dall’Unione Europea, proprio per garantire a tutti i meritevoli di ottenere un finanziamento in linea con le esigenze e con le peculiarità del settore di appartenenza. Ogni categoria, infatti, è un caso a sé e non possono essere poste sullo stesso piano due richieste che provengono da soggetti che desiderano avviare un’attività in due differenti settori, perché ciascuno dovrà avere le sue specifiche caratteristiche di credito.

Emerge, dunque, una certa similitudine con i prestiti d’onore che, in realtà, non si discostano troppo dai contributi europei. Nei fatti, quindi, questo genere di finanziamento europeo può quasi considerarsi come un investimento che gli enti pubblici fanno in favore di un’attività che si presume possa creare valore per il territorio, soprattutto in quelle zone maggiormente delicate e a rischio in cui è più alto il tasso di disoccupazione, in cui per donne e giovani è ancora troppo difficile entrare nel mondo del lavoro. Per i disoccupati, inoltre, il finanziamento a fondo perduto europeo è l’unica soluzione per ottenere un credito, perché nessuna agenzia tradizionale accetterebbe una richiesta di finanziamento senza le adeguate garanzie per la restituzione.

I requisiti per l’accesso ai finanziamenti a fondo perduto europei

Come detto prima, non esistono requisiti soggettivi fissi per l’ottenimento dei contributi europei a fondo perduto, tuttavia, esistono delle fattispecie che possono agevolare l’accesso al credito e rendere la pratica molto più semplice.

In primo luogo, per questo genere di contributi, sia per chi vuole avviare una nuova impresa sia per chi desidera ampliare e rendere più efficiente un’attività già esistente, non esistono limiti di età. Tuttavia, l’Europa ha sempre avuto un occhio di riguardo nei confronti dell’imprenditoria giovanile e di quella femminile. Queste due categorie imprenditoriali sono, in un certo senso, privilegiate nell’accesso ai fondi da parte dell’Europa perché considerate più deboli e maggiormente meritevoli di tutela e di supporto per l’avvio dell’attività.

Un altro aspetto che può dare qualche possibilità in più di punteggio per l’ottenimento del finanziamento a fondo perduto è l’esperienza maturata nella specifica mansione qualificante dell’attività. Se per esempio un richiedente desidera aprire una pizzeria, la commissione di valutazione terrà conto delle eventuali certificazioni e corsi di qualificazione per pizzaioli, del conseguimento degli attestati di qualità e di quelli previsti dalla normativa vigente per chi desidera operare in un locale commerciale in cui vengono preparati alimenti.
La commissione, infatti, ritiene che siano più meritevoli di attenzione le domande che vengono presentate da chi ha già esperienza o, comunque, ha conseguito i titoli per svolgere l’attività, dal momento che è lecito pensare che siano persone maggiormente consapevoli del percorso che si accingono a intraprendere e che, quindi, la loro attività abbia basi solide e ponderate per poter avere vita prolungata sul territorio.

Detto ciò, i progetti che secondo la commissione sono quelli maggiormente meritevoli di interesse sono quelli che possono avere ripercussioni oggettive positive sull’intera comunità, ossia quelle che nascono dove c’è maggiormente bisogno di creare posti di lavoro, dove mancano o dove i servizi sono insufficienti ed è necessario aiutare le idee a svilupparsi per dare un aiuto concreto alla comunità.

Un requisito fondamentale, però, forse l’unico richiesto per la compilazione del bando di ottenimento per i contributi europei a fondo perduto, è la condizione di disoccupazione o, in alternativa, di inoccupazione.
Si tratta di due condizioni differenti, seppure non tutti conoscano la differenza, perché un disoccupato è una persona che ha all’attivo un periodo lavorativo, seppur breve, e in quel momento non ha, invece, un’occupazione. La persona inoccupata, invece, non ha mai lavorato o, in alternativa, non può dimostrare di avere mai avuto un impiego retribuito.
Per certificare questa condizione è necessario farsi rilasciare un documento apposito dal centro per l’impiego di riferimento.

Dal lato dei richiedenti che, invece, hanno già all’attivo un’attività imprenditoriale, per ottenere il credito a fondo perduto da parte dell’Europa è necessario trovarsi in una condizione problematica a livello territoriale o economico. Nello specifico, infatti, la commissione valuta con maggiore attenzione le aziende che corrono sul filo del fallimento e che operano in zone in cui la crisi economica si fa sentire con maggiore intensità, zone svantaggiate sotto diversi punti di vista. E’ il caso, per esempio, delle regioni dell’Italia meridionale e delle regioni insulari, territori che a causa di politiche economiche e industriali sfavorevoli, a causa dell’isolamento e di una serie di fattispecie avverse, vengono considerate meno sviluppate di altre zone del Paese. A parità di condizioni soggettive, quindi, la Commissione è portata a favorire nella maggior parte dei casi le aziende che operano in zone più complicate.

Altri requisiti imprescindibili per ottenere il finanziamento sono:

  • forma societaria dell’attività da avviare;
  • capacità di sviluppare un progetto di marketing valido per l’inserimento dell’attività nel tessuto sociale locale;
  • dove richiesti, requisiti territoriali.

La documentazione per l’iscrizione al bando

Come spiegato in precedenza, avendo un bacino così ampio, i bandi per l’assegnazione dei finanziamenti a fondo perduto prevedono requisiti diversi e documentazioni differenti.

In linea generale, però, i documenti da presentare sempre quando si vuole fare domanda per l’accesso al credito sono:

  • documento di identità valido rilasciato da un Paese dell’Unione Europea;
  • certificato di disoccupazione;
  • preventivo di spesa per l’avvio dell’attività imprenditoriale o per il riassestamento;
  • business plan dettagliato.

Proprio il business plan rappresenta il cuore della domanda ed è il punto di partenza per qualsiasi domanda di richiesta di un finanziamento europeo che può essere preso in considerazione dalla commissione esaminatrice.
Il business plan, infatti, è il documento di valutazione del progetto e della sua effettiva fattibilità: è da qui che la commissione può avere conto delle competenze specifiche del soggetto il relazione al progetto che sta presentando.

In questo documento, che dev’essere preferibilmente realizzato su un foglio di calcolo Excel, il richiedente deve presentare l’attività dell’impresa che vuole costituire con una previsione triennale. In questo documento devono essere presenti tutte le informazioni e gli aspetti economici dell’attività imprenditoriale, posti sotto forma di piano di marketing a medio termine. Qui, infatti, il richiedente deve indicare come intende procedere affinché la sua attività diventi un punto di riferimento del territorio, affinché l’azienda abbia un andamento positivo e di sicuro impatto favorevole nella società.

Il business plan dev’essere sempre allagato nella busta con la modulistica compilata del bando di richiesta del finanziamento e con tutti gli altri documenti che vengono richiesti dai singoli bandi. Il tutto, poi, dev’essere inoltrato per mezzo di raccomandata A/R (con ricevuta di ritorno) all’indirizzo dell’ente che ha emesso il bando. Infatti, i fondi europei non vengono erogati direttamente dall’Unione Europa ma dagli enti sul territorio che si occupano di intercedere tra i cittadini e i vertici europei.

L’importante, dunque, quando si presenta una richiesta per l’accesso ai finanziamenti, è che tutta la documentazione pervenga nei modi e nei tempi indicati, senza alcuna mancanza.

I settori con più possibilità di accettazione della domanda

Tra i settori maggiormente presi in considerazione da parte della commissione incaricata di analizzare le domande, spiccano le aziende che si vogliono impegnare nella tutela ambientale e nella sua protezione, quelli dedicati agli interventi umanitari e sanitari, oltre al settore dell’istruzione e culturale.

Da non sottovalutare nemmeno i progetti di formazione professionale, specialmente quelli che scelgono di operare nelle zone in cui la dispersione e l’abbandono scolastico rappresentano un problema drammatico della società e in cui è necessario porre in atto interventi di recupero strutturati e ben calibrati, che possano aiutare i giovani a inserirsi con successo nel mondo del lavoro.

Questi progetti sono maggiormente meritevoli di considerazione proprio per il loro aspetto comunitario, perché anche se in via trasversale creano un valore aggiunto al territorio, arricchendolo con servizi e con soluzioni atte a migliorarne le condizioni di vita.

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