Modello 730 precompliato: le novità del 2016

Modello 730: numerose novità da quest’anno per il contribuente. Con questo 2016 sono, per la prima volta, contemplate nella dichiarazione precompilata le spese sanitarie, le spese funebri e gli oneri relativi ai corsi d’istruzione universitaria.
Sono inoltre contemplati gli importi dei bonifici riguardanti gli oneri per ristrutturazioni edili e quelli relative ad interventi di riqualificazione energetica.
Vediamo nel dettaglio quali sono da quest’anno le novità più rilevanti per il contribuente.

Modello 730 per il 2016: quali novità

Da quest’anno aumentano gli strumenti a disposizione del contribuente per accedere alla dichiarazione precompilata. Oltre alle credenziali rilasciate dall’Agenzia delle Entrate i contribuenti possono scegliere il nuovo “Sistema Pubblico dell’Identità Digitale”). A questa novità si aggiungono NOiPA (riservata ai dipendenti pubblici) e la Carta Nazionale dei Servizi.
Infine l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione un canale dedicato al tutore o genitore che presenta la dichiarazione fiscale per conto di un minore o di un assistito.
Tra le novità che l’anno in corso ha portato, vi è la possibilità per i coniugi di presentare il 730 congiunto. Questa operazione è eseguibile direttamente tramite web.

Modello 730 per il 2016: errori da non commettere

Nel caso in cui il contribuente continui a considerare un figlio come parente a carico, ovvero fruendo delle detrazioni forfettarie e di quelle connesse alle spese detraibili, può incorrere in alcune ripercussioni. Non solo in tal caso verrà infatti stimata l’imposta minore versata e applicato il conguaglio, ma sarà necessario pagare le relative sanzioni.
Se il contribuente dimentica di comunicare le spese sostenute per la frequentazione di scuole dei propri figli a carico, si ricordi che da quest’anno si inseriscono nelle detrazioni per l’istruzione dei figli anche le spese delle scuole del 1° ciclo di istruzione, così come le scuole secondarie. Attenzione, dunque.

Nel caso in cui il contribuente non provveda ad informare l’ultimo datore di lavoro del conguaglio in busta paga, rischia di incorrere in sgradevoli sorprese. Qualora infatti i redditi non siano accorpati si delinea, per il contribuente, il rischio di aliquote IRPEF più basse. Questo si traduce in detrazioni più alte rispetto a quelle spettanti, con la conseguenza di conguagli e sanzioni elevate.

Quando l’inquilino non paga: cosa fare al momento della dichiarazione

E’ comune, tra i contribuenti, l’abitudine di non mettere in evidenza i redditi di locazione dei fabbricati abitativi per canoni non percepiti. Tradotto: quando l’inquilino è moroso sorge automatica la convinzione che non si debbano dichiarare i canoni, dal momento che non vengono percepiti.
Per quanto concerne i canoni abitativi è importante sapere che, fino al momento della convalida di sfratto, si è obbligati a dichiarare i canoni. Questo nonostante non siano stati percepiti. Qualora l’Agenzia delle Entrate proceda ad una verifica si rischia infatti di incorrere in sanzioni onerose. In altre parole il proprietario di casa risulta nella lista di coloro che eseguono locazioni in nero.
Il contribuente perde soldi anche nel caso in cui dimentica di menzionare, nella dichiarazione, l’eventuale esercizio dell’opzione per la cedolare secca su qualche proprietà o fabbricato. Le ripercussione negative legate alla mancata comunicazione della cedolare secca comportano il pagamento di un’imposta più alta del dovuto.

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