Istat: ecco la lista dei lavori più richiesti

Uno dei maggiori crucci dei giovani italiani è orientarsi nel migliore dei modi alla scelta di una professione. In un periodo storico economicamente instabile, caratterizzato da significativi tassi di precarietà e disoccupazione, diventa sempre più importante realizzare delle scelte sagaci in previsione futura. Grazie alle accurate analisi statistiche dell’Istat è più facile farsi un’idea dei lavori maggiormente richiesti dal mercato, così da avere più solide possibilità di un’occupazione sicura. Si tratta di dati di primaria importanza sia per chi lotta contro l’attuale situazione sia per chi si prepara ad affacciarsi sul mondo del lavoro. Non ce li possiamo proprio perdere!

Quali sono i lavori vincenti?

Chi l’avrebbe mai detto che nonostante il calo occupazionale di questi ultimi anni tenebrosi ci siano delle occupazioni che al contrario hanno registrato dei risultati positivi? Ebbene sì: nel triennio 2011-2014 la crescita del tasso di occupazione nei settori che  tra poco scopriremo è stata di ben 1,4 milioni di unità. Messa a confronto  nel medesimo intervallo di tempo con la perdita di 319 mila unità impiegate in altre occupazioni, il risultato è davvero sorprendente. I cosiddetti settori “gettonati” sono davvero variegati: dalle professioni altamente specializzate a quelle che non richiedono uno specifico percorso di studi, dalle professioni ultramoderne frutto del progresso tecnologico a quelle più tradizionali sopravvissute nell’arco dei secoli. Insomma, sembra che di possibilità ne esistano ancora. Scopriamo allora la classifica dell’Istat dei lavori più richiesti, costruita sulla base di 4 gruppi ben definiti.

Professioni specializzate tecniche

Sono i lavori a più alto indice tecnologico e scientifico, che richiedono una solida preparazione intellettuale integrata da ottime competenze pratiche in ambito tecnico-meccanico. Ecco qui le principali figuri coinvolte:

  • Responsabili di produzione industriale.
  • Analisti e progettisti software.
  • Imprenditori e tecnici della gestione dei cantieri edili.
  • Specialisti di saldatura elettrica.
  • Esercenti in attività ricettive.

Tale gruppo nel 2015 ha registrato  632 mila occupati.

Professioni specializzate non tecniche

Anche questi lavori necessitano di un buon livello di specializzazione intellettuale, ma prescindono da sofisticate competenze tecnico-meccaniche. Tra le principali figure professionali si annoverano:

  • Fisioterapisti.
  • Specialisti nel rapporto con il mercato.
  • Addetti alla logistica e al trasporto delle merci.
  • Contabili.
  • Addetti alla vendita e distribuzione.
  • Capotreni e capostazioni.
  • Professori delle scuole elementari e medie.
  • Farmacisti.
  • Educatori.

Nel 2015 erano 1 milione gli occupati in queste categorie.

Professioni tecniche operative

Passiamo ora ai lavori che più che un alto livello di specializzazione intellettuale richiedono buone competenze manuali, che implicano l’uso di particolari attrezzature. Alcuni esempi?

  • Ristoratori.
  • Agricoltori e operai agricoli.
  • Addetti alla manutenzione degli spazi verdi.
  • Costruttori di utensili.
  • Assemblatori di apparecchiature elettroniche.
  • Odontotecnici.
  • Cuochi.
  • Allevatori.

Sono stati 890 mila i lavoratori delle professioni tecniche operative nell’anno 2015.

Professioni elementari

Come dice il nome stesso, sono lavori che richiedono un livello di preparazione basico.

  • Badanti.
  • Addetti alla pulizia di uffici e negozi.
  • Magazzinieri.
  • Addetti alle mense.
  • Custodi.
  • Camerieri.
  • Cassieri.
  • Autisti.

Il record di occupati lo detiene quest’ultimo gruppo, con ben 2,9 milioni di dipendenti nel 2015.

Come analizzare la classifica dell’Istat?

Lo sappiamo bene: ormai il tema lavori è diventato un’ossessione, una specie di competizione agguerrita in un mondo che sembra sempre più una vera e propria giungla. Un rapporto sugli sbocchi occupazionali non lascia quindi indifferenti. Cosa possiamo desumere dai risultati pubblicati?

  1. Il mondo del lavoro è sempre più sbilanciato verso le professioni tecnico-scientifiche.
  2. Come conseguenza del primo punto, i professionisti del settore umanistico si trovano almeno per il momento in una posizione svantaggiata, disponendo di un tipo preparazione che li rende deboli di fronte alle esigenze dell’attuale mercato del lavoro.
  3. Il settore della ristorazione e il settore ambientale sembrano offrire un ventaglio piuttosto ampio di possibili opportunità lavorative.
  4. Le professioni elementari stanno riscuotendo un successo considerevole essendo il settore che più di tutti assorbe diplomati o persone senza studi, così come immigrati non specializzati.
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