Pensione anticipata: ecco tutti i requisiti per il triennio 2016-2018

Pensione anticipata: uno strumento di previdenza per i lavoratori iscritti alla previdenza pubblica obbligatoria.
Quali condizioni per accedervi? Con il variare dei dati Istat in merito alla speranza di vita mutano anche i presupposti per maturare l’età utile al pensionamento.
In questo articolo cerchiamo di far luce sui requisiti per accedere a questa – sempre più lontana – forma di previdenza.

Pensione anticipata: cos’è e come funziona

La pensione anticipata è quella forma di trattamento pensionistico erogato a beneficio dei lavoratori iscritti all’assicurazione generale obbligatoria. Essa è attiva anche per agli iscritti presso la gestione separata delle casse Inps.
Questo trattamento previdenziale può essere ottenuto a condizione che siano stati maturati i necessari requisiti contributivi.
Il pensionamento anticipato è stato introdotto dal 1° gennaio 2012 con la Legge Fornero e va a sostituire la “classica“ pensione di anzianità. Questa formula prevede un sistema di disincentivazione che si esprime attraverso una riduzione del rateo, in relazione al tempo mancante per il raggiungimento del limite (minimo) d’età: 62 anni.

La pensione anticipata nel sistema retributivo e misto

Dunque, quali categorie di lavoratori possono accedere al pensionamento anticipato? Per il triennio 2016-2018 bisogna aver maturato un’anzianità contributiva di 41 anni e 10 mesi per le donne. Per gli uomini i numeri si attestano invece a 42 anni e 10 mesi. Tali requisiti si applicano indistintamente ai lavoratori dipendenti, agli autonomi e ai lavoratori del pubblico impiego.
Per i lavoratori che abbiano maturato l’anzianità contributiva, l’asticella è stata alzata di un mese nel 2013, di un altro mese nel 2014. A seguito dell’aumento della speranza di vita, a questi dati va sommato un ulteriore incremento.

Bisogna anche considerare un dato importante. Il requisito anagrafico dei 63 anni è oggetto di allineamenti ai dati relativi alla speranza di vita.
Perciò nel triennio 2016-2018 questa stima è stata incrementata di altri sette mesi. L’età raggiunge i 63 anni e 7 mesi e continuerà probabilmente a salire nel tempo, in assonanza con i dati Istat. Inoltre tra due anni e mezzo circa, ovvero dal 2019 si verificherà un nuovo ed ulteriore adeguamento alla speranza di vita.

Pensionamento anticipato: analizziamo alcuni aspetti penalizzanti

Coloro che percepiscano il pensionamento anticipato prima dei 62 anni di età subiscono una consistente penalizzazione. Questo dato viene calcolato sulle anzianità retributive maturate fino all’anno 2011.
Tale abbattimento equivale al 2% per ogni anno di pensionamento anticipato rispetto ai 60 anni e dell’1% per ogni anno prima dei 62. Pertanto, un lavoratore che accede alla sospirata pensione anticipata a “soli“ 59 anni constaterebbe un minus del 4% sulle annualità lavorative disposte entro il 2011.
Questa norma inoltre specifica che, qualora l’età raggiunta dal lavoratore al pensionamento non sia espressa in anni, la riduzione deve essere proporzionata al numero di mesi di età, oltre gli anni già raggiunti.

La formula del pensionamento anticipato nel sistema contributivo

Differentemente da coloro che beneficiano del sistema retributivo misto al 31 Dicembre 2011, ovvero quella fascia di lavoratori il cui primo contributo versato è successivo al dicembre 1995, non interviene alcun sistema di disincentivazione.
Non solo: ai fini del perfezionamento del requisito contributivo è valutabile la contribuzione a qualsiasi titolo versata o accreditata a favore dell’assicurato. Tutto ciò considerato che, ai sensi del disegno di Legge n. 335 del 1995 non concorre quella derivante dalla prosecuzione volontaria.

L’iter del pensionamento: alcune valutazioni

Oltre alla possibilità di ottenere il riconoscimento della pensione con i requisiti descritti, i lavoratori possono ottenere la pensione anticipata al compimento dei 63 anni di età. Tutto questo a condizione che essi risultino titolari di almeno 20 anni di contribuzione effettiva. Non solo: per loro l’ammontare della prima rata di pensione deve obbligatoriamente risultare non inferiore ad un importo mensile pari a 2,8 volte il carico economico dell’assegno sociale.
Ai fini del computo dei 20 anni contributivi è utile considerare solo la contribuzione a tutti gli effetti versata, ad esclusione di quella accreditata a qualsiasi titolo.

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