Mutui 2017: le proposte per l’anno entrante

Mutui 2017: ecco le novità in arrivo. Conviene di più un mutuo a tasso fisso o o uno a variabile per l’anno che verrà?
I recenti movimenti del mercato finanziario ci portano a favorire tendenzialmente le formule a tasso variabile, ma entrano in gioco fattori ed incognite di varia tipologia. Vediamo nel dettaglio le previsioni per i mutui nel 2017.

Mutui 2017: quale formula conviene di più?

Chi si appresta a stipulare un mutuo per l’anno entrante deve avere gli strumenti per valutare quale tasso convenga. Per farlo deve saper distinguere i pro e i contro tra un tasso fisso ed un tasso variabile.
Partiamo da una semplice ma fondamentale premessa: non tutti i mutui non si equivalgono.
Il mutuo a tasso fisso ha un importo della rata costante nel tempo. Anche al variare dei tassi, l’importo della rata rimane invariato nel tempo. Proprio in virtù di questa prerogativa, questo modello di pagamento risulta ovviamente la soluzione più richiesta, in Italia e non solo.
Il tasso fisso assicura al mutuatario la non variabilità della rata per l’intero storico del mutuo. Per cui questa tipologia rappresenta la scelta ideale per chi vuole dormire sonni tranquilli: si paga di più, ma con la certezza di far quadrare i conti.
Allo stesso tempo però, la formula a tasso fisso non permette di far leva sull’eventuale ribasso. Il tasso variabile è sì un’incognita ma permette, talvolta, di fruire di un abbassamento dell’importo della rata.
Ricordiamo inoltre che, durante i primi anni di durata, il mutuatario corrisponde principalmente i valori d’interesse.

L’anno in arrivo: meglio stipulare un mutuo fisso o uno a tasso variabile?

Il mutuo a tasso fisso è un finanziamento agganciato all’EURIRS. Questo vuol dire che il valore del tasso è allineato al tasso medio swap registrato nell’Eurozona per una data scadenza. Se, ad esempio, per acquistare un immobile da adibire a prima casa si negozia un mutuo per 20 anni, su tale mutuo la banca applica uno spread.
Attualmente il valore Eurirs si attesta poco al di sopra dell’1%. Un dato è assai conveniente, dal momento che da inizio 2016 l’Eurirs ha perso circa 50 punti base.
Il mutuo a tasso fisso sembrerebbe dunque la scelta più ovvia, stante a questi ultimi dati.
Ma se i mutui a tasso fisso sono convenienti, quelli tasso variabile per l’anno entrante lo saranno sensibilmente di più.
Il mutuo a tasso variabile è un finanziamento agganciato all’EURIBOR. Questa formula ha una scadenza che solitamente oscilla tra 1 e 3 mesi. Al momento l’Euribor si attesta su un valore negativo: -0,28% di media. Ciò ha comportato un calo di 105 bp dall’inizio dell’anno ad oggi.
Bisogna inoltre ricordare che, come il tasso fisso, anche la formula a tasso variabile può essere rinegoziata nel corso degli anni. E’ infatti sufficiente rivolgersi al proprio istituto di credito e ridefinire le condizioni della stipula. Precedentemente approfondito diverse tipologie di mutuo con formula “mista“. Queste permettono di cambiare tot volte il proprio piano di rientro.

Mutui 2017: conclusioni e valutazioni

Mutui 2017: coloro che hanno scelto una formula a tasso variabile potranno dormire sonni tranquilli.
Alla luce di quanto riportato, se oggi dovessimo stipulare un mutuo casa, la scelta del tasso variabile sarebbe scontata.
Grazie ad un valore d’interesse davvero basso, il tasso variabile rappresenta la soluzione più conveniente in questo momento, garantendo un sensibile risparmio sulla rata mensile.
Necessario ribadire però che il mutuo a tasso variabile può subire variazioni sul medio/lungo termine. I tassi possono crescere, facendo conseguentemente salire la rata, anche se entro un margine contenuto. La maggior parte degli analisti non prevede infatti un rialzo degli interessi per i prossimi 8/10 anni circa.
Il tasso variabile rappresenta pertanto la soluzione ottimale per chi progetta di acquistare una casa nel 2017 e, al tempo stesso, desidera risparmiare, con un rischio minimo.