Depenalizzazione: quali sono i reati abrogati? Cosa cambia?

In materia di depenalizzazione il recente decreto legislativo n. 7/2016 (denominato anche pacchetto depenalizzazioni) prevede “disposizioni in materia di abrogazione di reati e introduzione di illeciti con sanzioni pecuniarie civili”, mentre il decreto legislativo n. 8/2016 prevede “disposizioni in materia di depenalizzazione” ed entrambi introducono diverse modifiche in materia di disposizioni penali.

L’obiettivo dell’esecutivo in tema di depenalizzazione

L’obiettivo dichiarato della riforma è quello di rendere più certe le pene e avere una giustizia più efficiente, tenuto conto che in molti casi i reati non erano puniti a causa della prescrizione o di benefici che consentono al condannato di evitare la pena detentiva. La depenalizzazione di numerosi reati comporterà inoltre anche lo sfoltimento di numerosi processi (basti pensare che tramutare in illeciti amministrativi i reati di ingiuria e danneggiamento potrebbe comportare la chiusura di oltre 10.000 processi penali attualmente in corso).

Tuttavia occorre evidenziare che in molti casi si avrà un trasferimento di competenza dal giudice penale al giudice civile (ed attualmente ricordiamo che anche nel civile la durata media di un processo nei tre gradi di giudizio è pari ad 8 anni). Inoltre con lo spostamento di competenza la vittima del vecchio reato non potrà beneficiare esclusivamente della testimonianza ma dovrà fornire al giudice ulteriori prove come ad esempio documentazione o dichiarazioni di altre persone che hanno assistito all’avvenimento.

Con le nuove disposizioni legislative viene stabilita la depenalizzazione dei reati per cui è prevista esclusivamente la pena della multa o dell’ammenda. Pertanto, tra gli altri, sono depenalizzati ad illeciti civili i seguenti reati:

  • Falsità in scrittura privata;
  • Ingiuria;
  • Furto effettuato da un comproprietario;
  • Appropriazione di cose smarrite;
  • Coltivazione di stupefacenti ai fini terapeutici;
  • Omesse ritenute entro i 10 mila euro.

La sanzione amministrativa applicata a tali tipi di illeciti viene incrementata e pertanto il trasgressore dovrà pagare una sanzione che va da 100 a 8 mila euro.

Le nuove sanzioni introdotte dai decreti legislativi

I nuovi decreti sulla depenalizzazione introducono una disposizione base che prevede una irrogazione di:

  • Sanzione amministrativa pecuniaria con importi che vanno da 5 mila a 10 mila euro per i reati che sono puniti con multa o ammenda inferiore a 5 mila euro;
  • Sanzione amministrativa che va da 5 mila a 30 mila euro nel caso di reati che siano puniti con multa o ammenda inferiore a 20 mila euro;
  • Sanzione amministrativa pecuniaria con importi da 10 mila a 50 mila euro qualora i reati siano puniti con multa o ammenda di importo superiore a 20 mila euro.

I procedimenti civili e i procedimenti amministrativi

Per quanto concerne i vecchi reati che sono depenalizzati in illeciti amministrativi, le violazioni saranno direttamente notificate dalla competente autorità amministrativa. Potrà essere effettuato il pagamento in misura ridotta entro 90 giorni dalla notifica (la sanzione agevolata è pari alla metà).
Per i vecchi reati che sono invece depenalizzati in illeciti civili la sanzione varierà in relazione alla circostanza che la vittima effettui o meno una azione civile per ottenere il risarcimento del danno.

Qualora sia infatti effettuata una azione civile per chi ha commesso un illecito è prevista oltre che una condanna anche una multa da pagare il cui incasso è devoluto all’erario. Qualora la vittima non intraprenda una causa civile non verrà applicata una multa e nei confronti del colpevole non potrà essere intrapresa alcuna azione.

Per effettuare il pagamento della sanzione pecuniaria civile il nuovo decreto legislativo di depenalizzazione dispone che le modalità siano contenute in un decreto emanato dal Mef di concerto con Ministero della Giustizia.

Attualmente i nuovi provvedimenti legislativi dispongono che il pagamento della sanzione pecuniaria civile possa essere effettuato anche in rate mensili (in numero variabile da 2 ad 8) con importo di ogni singola rata non inferiore a 50 euro. Naturalmente è possibile estinguere il debito anche totalmente dopo aver pagato un certo numero di rate.

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