Crollati fondi immobiliari venduti dalle Poste. E i rimborsi ai risparmiatori italiani?

Siamo all’ennesima storia, un’altra bolla nel risparmio italiano: questa volta a mettere timore ai risparmiatori italiani è Poste Italiane di cui, dopo l’inchiesta lanciata da Repubblica, sono state svelate le pietose performance di ben quattro real estate funds, le cui quote sono state collocate dieci anni fa negli oltre 13.000 uffici di Poste Italiane, dislocati sul territorio nazionale. Ancora una ennesima vicenda di “truffa” per i risparmiatori italiani, dopo le vicende che hanno colpito in questi ultimi mesi il comparto del risparmio bancario: facciamo riferimento a Banca Etruria, Carife, Carichieti, BancaMarche nell’anno 2015 e alle sorti ancora incerte di Mps nel 2016, ma anche di Veneto Banca e Popolare Vicenza. Ed ora anche ad un altro intermediario e gestore del risparmio: Poste Italiane che, dopo la liberalizzazione e la trasformazione in SpA, è presente ed opera sul mercato creditizio e del risparmio come se fossa una banca o altro player del credito.

Poste Italiane SpA: crollati quattro fondi immobiliari

Poste Italiane SpA ha venduto tra l’anno 2002 e l’anno 2007 quattro fondi immobiliari che oggi sono oggetto di perdita e sono otto l’occhio del ciclone, venendo a fare preoccupare i risparmiatori: si tratta dei fondi Invest Real Security, Obelisco, Europa Immobiliare 1 e Alpha, i quali furono piazzati a 500 euro l’una. Una cifra non proibitiva che fece “ingolosire” e convincere numerosi risparmiatori e clienti di Poste Italiane: nel complesso furono raccolti ben 850 milioni di euro.

Tra i quattro fondi immobiliari, il fondo che preoccupa di più è Invest Real Security, il primo ad avere chiuso in rosso lo scorso dicembre 2016, dopo tre anni di proroga: infatti, alla chiusura, le quote di 2.500 euro si sono definitivamente annichilite; la Investire Sgr ha tranquillizzato i risparmiatori che distribuirà 390 euro e qualche altra tranche, forse, arriverà alle tasche degli investitori a seguito della liquidazione del fondo. In pratica, i risparmiatori hanno perso una percentuale stimabile nell’80% circa di quanto investito in fase iniziale; chiamiamolo investimento questo, è una vera perdita, forse era meglio mettere i soldi sotto il vecchio materasso?

Le spiegazioni della perdita? Semplice: crisi nel comparto immobiliare, forse i risparmiatori se lo potevano anche aspettare o, per lo meno, prevedere dato che i fondi su cui avevano investito raccoglievano capitali per comperare edifici da ristrutturare e ad affittare o da rivendere.  Il crollo del settore real estate è evidente e cronico: sono proprio le abitazioni di nuova costruzione a perdere di valore sul mercato, più delle esistenti; di conseguenza hanno reso poco redditizia la performance dei fondi, lasciando quegli edifici ed abitazioni invenduti o prossimi alla svendita.

Questa bufera dei fondi immobiliari si è inevitabilmente tradotta in Borsa in un calo del titolo di Poste Italiane che ha annunciato la volontà  di “avviare nel breve iniziative in favore dei clienti che hanno sottoscritto al tempo il fondo immobiliare Irs, scaduto il 31 dicembre 2016, con l’obiettivo di consolidare, ancora una volta, il rapporto storico che l’azienda ha con i cittadini, fondato sulla trasparenza, sulla fiducia e sull’affidabilità”.

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