Istat: economia italiana in crescita; PIL 2016 meglio del previsto

Finalmente dopo tante notizie poco buone, un dato positivo ed allettante che fa riaccendere la speranza della popolazione e delle imprese italiane: l’ISTAT ha stimato che la Penisola italiana vedrà nei prossimi mesi un rafforzamento dell’economia manifatturiera a cui si associano il miglioramento del potere d’acquisto delle famiglie e l’incremento degli investimenti. L’indicatore dell’Istat anticipa l’andamento dell’Italia e segnala “prospettive di miglioramento dell’attività economica nei prossimi mesi“. Intanto, si rafforza la fiducia delle imprese italiane che, nel mese di gennaio ha fatto registrare un miglioramento della fiducia nel settore manifatturiero (l’indice è passato da 103,7 a 104,8), nelle costruzioni (da 120,4 a 123,9) e nei servizi (da 102,5 a 105,4); in controtendenza il commercio al dettaglio dove l’indice scende da 107,5 a 103,3. Segnali positivi per la ripresa. “La crescita dell’economia statunitense mostra segnali di rallentamento mentre nell’Eurozona il progresso dell’attività economica prosegue su ritmi moderati. In Italia si rafforza la ripresa del settore manifatturiero a cui si associano il miglioramento del potere d’acquisto delle famiglie e l’incremento degli investimenti. L’indicatore anticipatore segnala il proseguimento dell’attuale ritmo di crescita dell’attività economica“, sottolinea l’Istat nella sua nota mensile sull’andamento dell’economia italiana. Nel mese di gennaio, rileva l’ISTAT, “l’indice del clima di fiducia dei consumatori ha segnato una diminuzione legata al peggioramento del clima economico e il clima futuro, solo in parte attenuato dal miglioramento del clima personale e corrente. La fiducia delle imprese è migliorata in tutti i principali comparti a eccezione del commercio al dettaglio. L’indicatore anticipatore segnala prospettive di miglioramento dell’attività economica per i prossimi mesi“.

Economia italiana: aumento del PIL più del previsto

Nell’anno 2016 il Pil italiano è incrementato in termini grezzi dello 0,9% rispetto al 2015, lo rende noto l’Istat in base alla stima dei conti nazionali, precisando che “il dato corretto per gli effetti di calendario segna invece un aumento dell’1,0%. Nel Documento programmatico di bilancio di ottobre scorso, il Governo ha stimato per il 2016 un rialzo del Pil (in termini grezzi) dello 0,8% dopo lo 0,7% del 2015. Il dato di oggi è quindi leggermente superiore alle stime italiane e in linea invece con quelle Ue. La variazione congiunturale è la sintesi di un aumento del valore aggiunto nei settori dell’industria e dei servizi e di una diminuzione del valore aggiunto nel comparto dell’agricoltura”.

Secondo il comunicato stampa pubblicato il 14 febbraio sul sito dell’Istituto italiano di Statistica “Nel quarto trimestre del 2016 il prodotto interno lordo (PIL), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2010, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dell’1,1% nei confronti del quarto trimestre del 2015. Il quarto trimestre del 2016 ha avuto tre giornate lavorative in meno del trimestre precedente e due in meno rispetto al quarto trimestre del 2015. La variazione congiunturale è la sintesi di un aumento del valore aggiunto nei settori dell’industria e dei servizi e di una diminuzione del valore aggiunto nel comparto dell’agricoltura. Dal lato della domanda, vi è un contributo positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un apporto negativo della componente estera netta. Nello stesso periodo il PIL è aumentato in termini congiunturali dello 0,5% negli Stati Uniti, dello 0,6% nel Regno Unito e dello 0,4% in Francia. In termini tendenziali, la crescita è stata del 2,2% nel Regno Unito, dell’1,9% negli Stati Uniti e dell’1,1% in Francia“.

Secondo la prassi corrente, i dati diffusi dal comunicato stampa dell’ISTAT sono rivisti a partire dal primo trimestre 2012; la metodologia utilizzata per la stima preliminare del PIL è analoga a quella seguita per la stima completa dei conti trimestrali e la mancanza totale o parziale di alcuni indicatori alla data della stima preliminare comporta un maggiore ricorso a tecniche statistiche di integrazione. Di conseguenza, le stime preliminari trimestrali possono essere soggette a revisioni di entità superiore rispetto alle stime correnti, diffuse a 60 giorni dalla fine del trimestre. Intanto, l’ISTAT comunica che i risultati dei conti nazionali annuali per l’anno 2016 saranno diffusi il prossimo 1° marzo, mentre quelli trimestrali coerenti con i nuovi dati annuali verranno comunicati il 3 marzo.

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