Spiccioli che valgono oro: lire rare, centesimi difettosi, libretti

Periodicamente vengono pubblicate nei vari periodici nazionali notizie riguardanti uomini o donne che hanno ritrovato spiccioli, monete antiche, lire rare o altro che sul mercato hanno un rilevante valore.

Non molto tempo fa, ad esempio, ha destato scalpore la notizia di una anziana signora di Cosenza che ha ritrovato un vecchio libretto bancario (risalente alla data del 1924) con un deposito di 50 lire. Il valore di tale libretto, in base alle stime di Agitalia, era pari a 7 mila euro, una cifra di tutto rispetto.

Pertanto ognuno di noi potrebbe avere la possibilità di scovare dei veri e propri tesori all’interno della propria cantina o sul solaio. Naturalmente occorre avere conservato tali “reperti storici” in perfetta forma e non in modo malconcio. Tra gli oggetti storici più apprezzati dagli esperti annoveriamo sicuramente le monete, in primis la vecchia Lira italiana, oggetto molto richiesto dai collezionisti ed esperti di numismatica del nostro paese. Tra le monete che hanno nu considerevole valore ricordiamo le monete cosiddette “fior di conio” ovvero le monete che non presentano segni di usura o abrasioni. Naturalmente tali tipi di monete si trovano quasi solo all’interno delle collezioni detenute dagli esperti di numismatica anche se è teoricamente possibile il ritrovamento di tali oggetti anche da parte di cittadini non addetti ai lavori (circostanza naturalmente che presuppone che il soggetto sia un collezionista o che le monete o gli spiccioli vengano ritrovati intatti in modo fortuito).

Sempre rimanendo nel ramo delle monete italiane anche gli spiccioli da 1 centesimo di euro potrebbero riservare delle sorprese: infatti circa 7 mila pezzi di queste monetine recano un difetto di fabbrica che le rende uniche e pertanto il valore commerciale è pari a circa 2.500 euro (tale valore risulta essere indicativo anche se le monete possono essere pagate anche di più, come è successo per la moneta da 1 centesimo venduta nel 2013 a circa 6.600 euro).

Altro caso di moneta antica con un valore consistente sono le 50 lire che sono state coniate nel 1958. Esemplari di questo tipo possono arrivare ad avere quotazioni pari a 2 mila euro se sono conservate in maniera perfetta (la quotazione tiene conto anche della diffusione della moneta visto che ne sono state coniate appena 825 mila pezzi). Sempre dell’anno di conio 1958 sono oggetto di scambio tra gli esperti di numismatica le 2 lire che presentano quotazioni che vanno da 80 a 500 euro.

Le 100 lire del 1955 hanno invece quotazioni più contenute (prezzi di scambio al massimo di 1.200 euro) anche perché i pezzi in circolazioni all’inizio sono stati pari a 8,6 milioni.

Altra moneta particolarmente ricercata da collezionisti è la 5 lire del 1956 che sul mercato ha valori che oscillano da 50 a 2 mila euro, a seconda naturalmente della maniera in cui il pezzo è stato conservato.

Una delle monete che però è maggiormente quotata dagli addetti ai lavori è rappresentata dalle 10 lire coniate nel 1947 con quotazioni che si aggirano attorno ai 4/5 mila euro.

Insomma si invitano i lettori ad ispezionare in modo dettagliato ripostigli, cantine o soffitti tenuto conto che le stesse potrebbero nascondere veri e propri tesori.

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