Cosa sono e come si calcolano gli interessi di mora su mutui e prestiti

Nel momento in cui si sottoscrive un prestito o un mutuo, bisogna essere pienamente consapevoli dei cosiddetti interessi di mora. Si tratta di una somma di denaro che viene richiesta al beneficiario del finanziamento in caso di tardivo o mancato pagamento di una o più rate. Ma come funzionano esattamente e in che modo si calcolano? Questi e altri quesiti troveranno risposta nel presente, pratico articolo.

Quando scattano gli interessi di mora?

Gli interessi di mora si attivano in seguito alla scadenza di una rata secondo quanto stabilito dal piano di ammortamento del finanziamento. Più precisamente, quando il debitore provvede al pagamento tra il 30° e il 180° giorno oltre la scadenza, verrà dichiarato moroso e gli sarà quindi richiesto di versare i cosiddetti interessi di mora. Perché si applicano tali interessi? Per il semplice fatto che il creditore, privato della sua fonte di entrate nei tempi concordati in fase contrattuale, è legittimato a essere risarcito del danno economico subito.
Gli interessi moratori si calcolano a partire dal giorno successivo alla scadenza del pagamento della rata e continuano a maturare fino al giorno in cui il debitore provvede al pagamento.

Ma come si calcolano gli interessi di mora?

Il calcolo degli interessi moratori avviene con una semplice formula matematica.
Giorni di ritardo x Importo x Tasso % di mora / 36500
Per capirci meglio, facciamo il seguente esempio pratico. Consideriamo un ritardo di 20 giorni nel pagamento di una rata del valore di 500 euro con tasso di mora del 6% . Il calcolo darà il seguente risultato:
20 (giorni) x 500 (importo  rata) x 6 (tasso di mora) / 36500 = 1,64 euro
L’importo non è affatto allarmante. Eppure la questione degli interessi di mora non è da prendere sottogamba. Perché mai? Per le conseguenze che potrebbe portare con sé. Scopriamo quali sono.

Cosa succede quando si incorre negli interessi di mora

Innanzitutto, ritardare il pagamento comporta la segnalazione del cattivo pagatore alla Centrale dei Rischi. Le conseguenze potrebbero essere piuttosto serie, dal momento che varie o anche una sola segnalazione potrebbero macchiare la storia creditizia del debitore e compromettere l’ottenimento di eventuali finanziamenti futuri.
Un’altra situazione si verifica nel momento in cui il debitore pecca di recidività e per ben 7 volte tarda o viene meno al saldo della rata. In tali circostanze l’istituto di credito che ha concesso il finanziamento ha tutto il diritto di addurre suddette irregolarità come causa di risoluzione del contratto. Il prestito o mutuo viene quindi annullato, per l’esattezza a partire dal giorno numero 180 successivo alla scadenza della rata non rimborsata.

Interessi di mora e…. nient’altro?

Un particolare da non sottovalutare è che gli interessi di mora non sono un importo a sé stante. Al contrario, sono accompagnati da alcune spese secondarie relazionate con la morosità stessa. Stiamo parlando di:
  • Lettere di sollecito.
  • Commissioni.
  • Recupero del credito.
In conclusione, con gli interessi moratori è meglio non scherzare con il fuoco. Essere in grado di rispettare gli accordi contrattuali è uno dei prerequisiti fondamentali previ alla sottoscrizione di un finanziamento, per avere la sicurezza di non incappare in spiacevoli conseguenze creditizie.
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