Prestiti a protestati: cosa fare per tornare in regola

Negli ultimi tempi, specie con la crisi economica, numerosi sono i casi di persone segnalate sulle liste “nere” (Crif), su cui sono indicati i nominativi di tutti coloro che, in passato, non hanno onorato con regolarità il pagamento delle rate di un prestito o mutuo contratto o hanno corrisposto il quantum debeatur con ritardo. L’iscrizione del proprio nominativo sulla lista o sul Registro informatico dei protesti può sollevare problemi non indifferenti, che possono essere superati mediante la cancellazione del proprio nominativo in modi differenti.

Registro informatico dei protesti: che cos’è

Il Registro informatico dei protesti è un registro pubblico italiano, aggiornato mensilmente e tenuto a cura delle Camere di commercio, nel quale sono pubblicati i nominativi dei soggetti protestati nel territorio di competenza, relativi al mancato pagamento di prestiti, finanziamenti, assegni(bancari e postali), mutui, cambiali e vaglia cambiari.

Dal 15 maggio 2000 è entrata in vigore, secondo quanto stabilito dal D.M. n. 316 del 9 agosto 2000, la pubblicazione informatica alla pubblicazione del bollettino cartaceo dei protesti. Per tutelare chi abbia rapporti contrattuali con il soggetto protestato, il protesto è oggetto di pubblicità e viene reso noto mediante iscrizione sul registro informatico stesso, aggiornato mensilmente in base al dettato legislativo 235/2000, entrato in vigore il 27 dicembre dello stesso anno.

Nel Registro informatico on-line sono inserite tutte le informazioni relative al protesto contestato, compresi i dati anagrafici del soggetto protestato; ciascun di essi è conservato nel Registro informatico per 5 anni dalla data di registrazione. Poiché i protestati censiti nel registro informatico hanno difficoltà ad accedere al mercato dei prestiti o mutui, è previsto che il soggetto debitore che onori  il titolo protestato entro 12 mesi dall’iscrizione sul Registro, abbia il diritto di ottenere la cancellazione del proprio nominativo dal registro.

Registro informatico dei protesti: diritto di accesso ai dati

Chiunque ne abbia interesse ha il diritto e può accedere ai dati contenuti nel Registro Informatico dei Protesti; la consultazione avviene, da parte dell’ interessato, dopo il versamento dei diritti di segreteria richiesti su Telemaco. I tempi di conservazione dei protesti nel registro sono di 5 anni dalla data di iscrizione sul Registro stesso ma i protesti possono però essere cancellati prima del decorso, a seguito di determinati casi che di seguito meritano attenzione.

Camera di Commercio: cancellazione dei nominativi dei protestati

I soggetti protestati che vengono iscritti sul Registro Informatico online, possono essere cancellati dallo stesso ad opera della Camera di Commercio, le cui modalità di cancellazione dipendono dal qui pro quo finanziario che ha dato vita al debito. Ove si tratti di cambiali insolute, una volta che sia stato saldato il quantum debeatur si rende necessario rivolgersi agli uffici competenti della Camera di Commercio, fornendo tutta la documentazione richiesta relativa all’effettiva risoluzione del debito in oggetto. Un procedimento che richiede l’utilizzo di appositi moduli completi di bollo ed il decorso di 12 mesi dalla cancellazione del protesto.

Per poter procedere alla cancellazione del protesto riguardante un assegno si rende invece necessario richiedere e ottenere la riabilitazione, una procedura che può essere effettuata attraverso il Tribunale competente: una volta completata la procedura necessaria, il nominativo del debitore potrà essere cancellato dalla lista.
Qualora vi sia il mancato pagamento, la permanenza del nome scritto sul registro della Camera di Commercio sarà di 5 anni, al termine dei quali il protesto, indipendentemente dalla permanenza del titolo di debito, decadrà in maniera automatica.

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