Conviene la rottamazione del vecchio mutuo? Quanto si risparmia?

Pagare il mutuo può risultare un vero e proprio salasso che pochi italiani riescono a permettersi di questi giorni. Per questo motivo, una possibile via di fuga per chi ha già sottoscritto il contratto e si trova a dover fare un passo indietro è la cosiddetta rottamazione. Il termine non poteva essere più esplicito. Stiamo di fatti parlando della soppressione del mutuo. Ma in che casi la rottamaione è una mossa astuta e quali sono i vantaggi che ne potrebbero derivare? Lo scopriremo insieme in questo articolo.

Il momento ideale per la rottamazione del mutuo

Non vi è occasione migliore per rottamare il mutuo che una fase economica di calo dei tassi di interesse. In tal caso, le opzioni disponibili sono le seguenti:
  • Sostituzione del mutuo con un prestito meno costoso.
  • Sostituzione del vecchio mutuo a tasso fisso con un altro mutuo a tasso aggiornato.
  • Surroga del mutuo. Avviene tramite il trasferimento dell’ipoteca a un’altra banca che offra condizioni economiche migliori. L’ulteriore vantaggio consiste nel fatto che l’operazione non comporta spese notarili eccessive. Oltretutto tali spese sono spesso coperte dal nuovo istituto che eroga il finanziamento, disposto a farsi carico di un costo extra a fronte della conquista di un nuovo cliente.

Si risparmia davvero con la rottamazione del mutuo?

Per scoprire se si tratta di una mossa veramente vincente, non resta altro che fare quattro conti. Se considerando il debito residuo, maggiorato degli interessi ancora da saldare, la cifra supera di gran lunga le vostre possibilità economiche o anche solo il buon senso comune, probabilmente è giunto il momento di cercare soluzioni alternative. Immaginiamo, ad esempio, il caso di un mutuo acceso per l’acquisto di un immobile del valore di 150.000 euro. Le rate naturalmente ammonteranno a qualche centinaia di euro. Con una riduzione della percentuale di interessi, il risparmio mensile potrebbe essere persino di 80 o 90 euro. Che dire? Una cifra niente affatto indifferente.

Cosa scegliere in seguito alla rottamazione?

Una volta presa la decisione di disfarsi del vecchio mutuo, resta il dubbio di come rimpiazzarlo. Per quanto riguarda il tasso di interesse, le opzioni naturalmente sono sempre due: tasso fisso o tasso variabile? La differenza risiede tutta nella disposizione ad accettare o meno il margine di rischio che sottostà alle variazioni economico-finanziarie.
Se ciò che volete è un tasso che non vi faccia passare notti in bianco per l’angustia di seguire l’evoluzione di Spread ed Euribor, il tasso fisso è la soluzione per dormire sonni tranquilli. Ricordiamo, a tal proposito, che lo Spread è il margine di guadagno della banca in ogni operazione svolta, mentre gli Euribor costituiscono la quotazione a cui la banca compra e vende valuta. Naturalmente per risparmiare sul mutuo entrambi i valori devono tendere al ribasso.
Inutile a dirsi, prevedere le oscillazioni del mercato non è certo facile. Eppure, per chi ama l’adrenalina e preferisce giocare sugli eventuali futuri ribassi del tasso del mutuo, quello variabile, con un maggior grado di rischio, potrebbe riservare ulteriori vantaggi. La decisione è delicata e del tutto personale.
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