Si può sospendere il pagamento delle rate di un prestito? Fino a quando è possibile?

Nuove regole sulla sospensione delle rate di un finanziamento al verificarsi di determinati eventi e condizioni: un accordo siglato dall’Abi e dalle Associazioni di Consumatori per aiutare le famiglie che versano in difficoltà economiche consentendo di sospendere il pagamento delle rate del finanziamento (solo per la quota capitale) per un anno, mentre la quota interessi deve continuare ad essere regolarmente corrisposta.

Condizioni contrattuali del prestito personale per richiederne la sospensione

Secondo le disposizioni attuali in seno agli accordi siglati dalle Associazioni dei Consumatori (Acu, Adoc, Cittadinanzattiva, Lega Consumatori, Movimento difesa del cittadino , etc.) e dall’Associazione Bancaria Italiana è possibile sospendere fino ad un anno il pagamento delle rate dei prestiti personali di durata superiore ai 2 anni (compresi quelli richiesti tramite il canale telematico). Per procedere nella richiesta della sospensione del pagamento rateale è necessario che il prestito non presenti ritardi nei rimborsi per un periodo superiore a tre mensilità, non sia sprovvisto di copertura della polizza assicurativa, non si tratti di cessione del quinto, non sia stati sospeso in precedenza (se non a certe condizioni), non benefici di agevolazioni pubbliche e non sia concernente le carte di credito revolving.

Dal 1° aprile del 2015 al 31 dicembre 2017 le famiglie che versano in condizioni economiche disagiate possono richiedere per una sola volta per tutto il biennio la sospensione rateale e purchè il finanziamento possegga i requisiti precedentemente citati. Per chi avesse già fatto richiesta della sospensione potrà farne una ex novo solo ed esclusivamente a condizione che nella pregressa richiesta non abbia raggiunto 1 anno e solo dopo che siano decorsi 2 anni dalla prima.

Soggetti che possono inoltrare la richiesta di sospensione

Per quanto concerne i requisiti che il soggetto contraente del prestito finanziario deve possedere per poter inoltrare la richiesta di sospensione del pagamento possono essere di seguito enucleati:

  • cause ed eventi di grave entità come decesso o perdita della capacità di produrre reddito in seguito ad infortunio o malattie gravi,
  • perdita definitiva del rapporto di lavoro,
  • riduzione ore di lavoro per almeno 1 mese,
  • cessazione rapporto di collaborazione con il datore di lavoro.

Uno di questi fatti gravi deve essersi verificato entro 24 mesi dall’inoltro della richiesta di sospensione del pagamento rateale.

Modalità per richiedere la sospensione

Per procedere con l’inoltro della richiesta di sospensione delle rate del pagamento del prestito personale è necessario rivolgersi direttamente al soggetto erogatore del prestito, l‘istituto di credito o la società finanziaria ed attendere un periodo di tempo non superiore ai 20 giorni per conoscere l’esito della richiesta se accettata o bocciata. Per inoltrare la richiesta si devono rispettare i termini indicati in seno all’accordo siglato, ovvero il 31 dicembre 2017; inoltre, non sono previsti interessi moratori o commissioni, è bene ricordare però che la quota degli interessi deve comunque essere regolarmente pagata alle scadenze contrattuali calcolata sul debito residuo.

Inserita nella Legge di Stabilità 2015 la nuova moratoria per i mutui ipotecari, valida anch’essa nel biennio 2015-2017, che consente di sospendere per un anno il pagamento delle rate di rimborso e riguarda solo ed esclusivamente la quota capitale mentre quella degli interessi deve essere regolarmente onorata. Una boccata d’aria questa; sembra che le famiglie italiane respirino un po’ ma il problema è vedere se la banca o la finanziaria rigetta o meno la richiesta di sospensione del pagamento e rimane il fatto che la durata del finanziamento o del mutuo si allunga sempre di più.

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