Mutui, nel 2017 saranno più cari. Ecco il perchè

Caro 2017 quanto mi costi! Non solo un incremento delle tasse, bollette, RC Auto, pedaggi autostradali ma, anche, i mutui che fino a questo momento erano ai minimi storici, ritorneranno ad essere più onerosi. Difficile crederci ma, dopo svariati anni, le condizioni economiche dei mutui subprime ritorneranno ai livelli pre-crisi. E’ quanto sostiene e pubblicato da un’indagine condotta dai siti comparatori Mutui.it in collaborazione con Facile.it: nell’anno 2017 i finanziamenti di medio-lungo termine, in particolare, il prodotto mutui per l’acquisto dell’abitazione si faranno più onerosi. Ciò è cagionato da una serie di fattori che interessano il declassamento in termini di rating dell’Italia ed il saggio dello spread in aumento, oltre che la continua diminuzione riduzione dell’acquisto di titoli di Stato italiani ed obbligazioni da parte della BCE. Dopo un felice anno 2016 caratterizzato da saggi d’interesse sui mutui ai minimi storici, la domanda per i mortgage ha ripreso la sua fase ascendente e le erogazioni sembrano essere in continuo incremento aumento. Secondo i dati pubblicati dall’Abi, i saggi d’interesse sui nuovi mutui accesi nel mese di dicembre 2016 hanno raggiunto un nuovo minimo storico, scendendo in media al 2,02% dal 2,05% del mese di novembre. Secondo l’ultimo bollettino statistico pubblicato da Banca d’Italia, inoltre, nel terzo trimestre 2016 le famiglie italiane hanno visto erogarsi mutui ipotecari per 11.455 milioni di euro:  si tratta di un incremento rispetto allo stesso periodo dell’anno 2015 pari al +6,2%. Sempre nello stesso arco di tempo, lo stock di mutui in essere ha raggiunto quota 301.573 milioni di euro, in aumento sia rispetto al trimestre precedente (+0,6%), sia in relazione allo stesso periodo del 2015 (+2,2%).

Caro Mutui 2017: Erogazioni mutui in crescita, Spread in aumento e Rating Italia declassato

Replica dell’anno 2016? Sicuramente no: il panorama e la congiuntura economica si è modificata negli ultimi tempi. la domanda per le erogazioni di mutui ipotecari è in costante aumento da parte delle famiglie italiane, per non parlare della surroga, il rating dell’Italia è stato declassato per decisione dell’agenzia di rating Dbrs dalla A alla BBB, il che renderà più oneroso per il nostro Paese richiedere prestiti emettendo obbligazioni; ciò impatterà inevitabilmente sui tassi di interesse applicati dalle banche ai prodotti finanziari, dal momento che gli istituti di credito dovranno affrontare costi più alti per richiedere e rimborsare i propri prestiti.

Inoltre non bisogna dimenticare la manovra che è stata messa in atto: vi sarà un prolungamento della politica di espansione monetaria, la cui scadenza è stata posticipata al 31 dicembre 2017; inoltre vi sarà una revisione dell’importo di liquidità addizionale immessa sul mercato, che vedrà 60 miliardi di euro invece gli attei e prospettati 80 miliardi di euro, previsti nella fase iniziale. Tra le novità da citare occorre ricordare l’operazione di acquisto di titoli con scadenza a un anno e, non più di 24 mesi com’era precedentemente, di titoli caratterizzati da un rendimento più basso al tasso sul deposito. E proprio queste due ultime novità potrebbero interessare enormemente chi si trova nei prossimi mesi ad accendere un mutuo a tasso fisso. Proprio il tasso di interesse fisso potrebbe e minaccerebbe di vedersi tendere al rialzo per effetto dell’operazione di acquisto da parte degli operatori borsistici dei titoli a breve scadenza. Non a caso per il giorno dell’Immacolata del 2016, l’Eurirs dopo ben 5 anni è tornato a crescere di ben 5 punti.

Le nuove regole concernenti il pignoramento in caso di default avrebbero, secondo gli studiosi in materia, un impatto di non poco conto sull’incremento delle condizioni economiche e sull’onerosità dei mutui ipotecari, dato che il pignoramento scatta dopo il mancato adempimento di 18 rate e senza ricorso, da parte delle banche, alla procedura giudiziaria. Ciò avverrà in maniera automatica sole se la clausola anti insolvenza verrà sottoscritta dal mutuatario sul contratto di mutuo. I mutuatari potranno comunque difendersi dagli oneri economici troppo elevati anche grazie alle nuove tutele entrate in vigore dallo scorso novembre (introdotte dalla direttiva europea 2014/17/Ue, recepita dal decreto legge 72/2016) che introducono una serie di novità.

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