Come scegliere un conto corrente? La guida

ll contratto di conto corrente è normato dalla disciplina contenuta sia dal codice civile (art.1823 e segg.) che dal testo unico delle leggi bancarie e creditizie, il d.lgs.385/93 (TUB) negli articoli dal 116 e seguenti; in seguito all’evoluzione normativa sono intervenute altre normative a regolare la chiusura dei conti (decreto Bersani del 2006), le commissioni di massimo scoperto (Dl 185/08), le valute delle varie operazioni (dl 78/09), i pagamenti in ambito europeo (D.lgs.11/2010 attuativo della direttiva SEPA), la delibera CICR del 4/3/2003 e il Provvedimento della Banca d’Italia del 29/7/2009 entrato in vigore nell’anno 2010, il quale ha introdotto definitivamente il nuovo “conto corrente semplice” e l’obbligo per le banche di comunicare alla clientela l’ISC (indicatore sintetico di costo, da indicare nel foglio informativo). Le disposizioni normative che vengono recepite con il tempo e l’evoluzione dei servizi bancari e creditizi sono piuttosto “generiche” ed il sistema bancario gode di una certa autonomia e libertà decisionale sia riguardo le condizioni generali dei contratti sia riguardo l’applicazione delle condizioni economiche (commissioni, spese, interessi, etc.). Per questo occorre conoscere la normativa in merito in materia di conto corrente con la possibilità di conciliare la prassi operativa e commerciale in materia.

Conto corrente: definizione e caratteristiche

Il conto corrente è un contratto bancario che consente di gestire i propri soldi e di usufruire dei servizi offerti dalla Banca presso la quale si decide di aprirlo, quali ad esempio la domiciliazione delle bollette, l’emissione di assegni, il bancomat, la carta di credito e le operazioni di Internet banking. Il conto corrente può essere intestato ad una o più persone e, in questo secondo caso, prevedere che ciascun “cointestatario” possa impartire disposizioni autonomamente (a firme disgiunte), ovvero solo unitamente a tutti gli altri intestatari (a firme congiunte).
Il conto corrente consente di compiere una gamma variegata e molto ampia di operazioni le cui peculiarità e specifici costi sono descritte e regolamentate nel contratto e nel Foglio Informativo (dei quali è importante prendere visione prima di sottoscrivere il servizio). Durante la fase di scelta di un prodotto bancario è molto importante chiedere sempre adeguate spiegazioni all’operatore su qualunque argomento che non risulti chiaro.

Prima di effettuare una scelta è importante chiedersi per quale necessità si stia aprendo il conto corrente, orientando la propria scelta verso il prodotto che meglio risponde alle proprie esigenze personali e familiari. Nel caso dei conti a pacchetto, ad esempio, informarsi bene sul numero e la tipologia delle operazioni comprese nel canone. Nel tempo, al variare delle necessità, è ovviamente possibile variare la tipologia di conto per adattarla alle proprie esigenze. Occorre valutare attentamente, in base alle proprie esigenze, quale operatività prediligere:

  • esclusivamente online, beneficiando dei vantaggi legati al tipo di operatività “virtuale”, ed accettando il maggior costo delle eventuali operazioni compiute “a sportello”;
  • sia on-line che “a sportello”, sostenendo costi simili per operazioni “virtuali” e “a sportello”
  • prevalentemente “a sportello”, rinunciando ai vantaggi legati all’operatività “virtuale” privilegiando, invece, il contatto personale.

Prima di aderire ad una offerta è importante chiedere alla Banca tutti i costi connessi (es. le spese per la registrazione sul conto di ogni operazione, commissioni per l’esecuzione dei singoli servizi; canoni delle carte di credito e bancomat, spese di liquidazione periodica, interessi e altri oneri in caso di utilizzo di somme di denaro non presenti nel conto corrente), e valutarli alla luce delle proprie esigenze. Quando si effettua un confronto in base all’ISC è importante scegliere tra le macro categorie disponibili quella più aderente alle proprie caratteristiche.

Al fine di valutare la reale possibilità di utilizzare somme che si ritiene di possedere, occorre prestare molta attenzione alla differenza tra:

  • data contabile, giorno in cui viene eseguita la registrazione di una operazione;
  • data disponibile, giorno a partire dal quale è possibile utilizzare una somma per pagamenti o prelievi.

Nell’ipotesi in cui non ci fossero sul conto corrente del soggetto sottoscrittore fondi disponibili sufficienti, la Banca può respingere il pagamento di assegni bancari emessi o anche delle utenze domiciliate in via permanente (R.I.D. – rapporto interbancario diretto). Le conseguenze correlate sono: l’informazione della non disponibilità economica sul conto fornita al beneficiario dell’assegno emesso, con possibile relativo protesto; la comunicazione di non solvibilità inviata al fornitore delle utenze, con possibili segnalazioni negative nelle banche dati pubbliche e private.

Conto corrente: costi

La scelta del proprio conto corrente va ponderata attentamente: i nostri risparmi i una vita e del lavoro che vengono depositati devono essere gestiti da una banca in grado di rispondere alle nostre esigenze personali ma, anche dal punto di vista economico. Ogni conto corrente ha dei canoni fissi e dei costi variabili che si deve opportunamente valutare: i costi fissi sono quelli che bisogna sostenere per aprire e mantenere in vita il conto, i secondi, quelli variabili sono quelli il cui ammontare dipende dal numero di operazioni che espletiamo. I più comuni sono i seguenti:

  • Canone: se il conto è a canone fisso va pagato mensilmente o annualmente; in cambio la banca offre un determinato numero di operazioni incluse nel prezzo oppure, in alcuni casi, azioni illimitate,
  • Imposta di bollo: è dovuta per aver aperto un conto corrente. Mentre i conti correnti intestati a persone fisiche con un saldo medio annuale che non supera i cinque mila euro non devono pagare questa imposta di bollo, negli altri casi costa 34,20 euro,
  • Commissioni per eseguire le operazioni: spese per effettuare un bonifico, un prelievo con carta di credito o bancomat, la domiciliazione delle bollette, etc,
  • Carta bancomat
  • Estratto conto: mentre la sua versione digitale può essere visionata sempre gratuitamente attraverso gli strumenti di home banking, la sua versione cartacea ha un onere che varia da banca a banca;
  • Spese di chiusura del conto corrente: la normativa oggi le proibisce, ma occorre controllare che non avvenga comunque un addebito da parte della banca.
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