Il prestito dedicato ai lavoratori autonomi per l’acquisto della prima casa

I prestiti per i lavoratori autonomi per l’acquisto della prima casa possono essere un problema, dato che essi non percepiscono uno stipendio fisso e possono incontrare ostacoli dovuti al limite della loro precarietà, che si manifesta in un rimborso od un compenso pattuito al termine dello svolgimento di un’attività che il mese successivo potrebbe non esserci. E’ bene non solo farsi i conti in tasca e sapere quanto si può spendere mensilmente od in un periodo di tempo maggiore, ama rendersi conto del fatto che ci saranno anche altre spese da sostenere.

Documenti per il prestito ai lavoratori autonomi

Per ovviare a tali difficoltà è bene sapere come comportarsi; anzitutto i documenti da presentare sono la copia del Modello Unico, l’estratto della Camera di commercio industria ed artigianato, il certificato di stato civile o di matrimonio con convenzioni patrimoniali se si tratta di un separato o di un divorziato, l’attestato di iscrizione ad un albo professionale, il certificato di nascita, la copia della promessa di vendita dell’immobile, la copia dell’ultimo atto di acquisto della casa, il certificato di abitabilità della casa.

Caratteristiche del prestito per i lavoratori autonomi

Per ottenere i prestiti per i lavoratori autonomi per l’acquisto della prima casa si deve stabilire immediatamente l’importo della rata, definendo tre tipologie di rimborso, ossia quello mensile, quello trimestrale, quello semestrale, che danno una maggiore o minore libertà di disporre della propria liquidità. Il piano di ammortamento può andare dai 10 ai 40 anni, ma per piccoli finanziamenti si può estinguere il rimborso in 5 anni. L’assicurazione per la stipula del mutuo non è obbligatoria come per i lavoratori dipendenti, ma il rischio di insolvenza è più alto.

Valore delle imposte

La banca può concedere l’80% del mutuo, ma si può arrivare anche al 100% del valore dell’immobile, tenendo conto delle imposte che sono pari allo 0,25% del valore della casa qualora sia la prima e pari al 2% del valore qualora sia la seconda casa. Ma ci sono anche altre spese aggiuntive di cui l’acquirente deve farsi carico, fra cui il costo del notaio il cui gravoso compito è quello di controllare il diritto di famiglia del venditore, verificare la necessità dell’intervento in atto del coniuge, verificare la regolarità edilizia dell’immobile e della presenza di sanatorie, verificare l’insussistenza degli aventi diritto a prelazione.

Portali per la stipula del mutuo

Oggi molti liberi professionisti si possono trovare tra le più svariate professioni, come quella del medico ad esempio, per cui la ricerca di forme di finanziamento dedicate a tali attività autonome sono in aumento, basta considerare siti web tipo “Mutuionline.it“, broker del credito online che soddisfa tutte le esigenze in termini di stipula di un mutuo proprio grazie agli accordi stipulati con i più importanti operatori del settore dei mutui. Compilando un form online si inseriscono le informazioni tipo i dati anagrafici del richiedente, la sua condizione lavorativa, essendo autonomi dotati di partita Iva, l’importo del mutuo finanziabile, la finalità del mutuo, il saggio d’interesse, se si tratta di tasso fisso, variabile o misto, l’importo della rata mensile desiderata in base alle proprie capacità reddituali, la valutazione del merito creditizio.

Esempio di prestito per lavoratori autonomi

Un esempio dei prestiti per i lavoratori autonomi per l’acquisto della prima casa vantaggioso è quello di Intesa Sanpaolo, che consente di restituire mensilmente una rata pari a 498,4 euro, con un tasso fisso dell’1,55% ed un Taeg dell’1,86%, spese di istruttoria pari a 700 euro, spese di perizia pari a 320 euro, spese periodiche di 1,5 euro per l’avviso cartaceo di scadenza e quietanza di pagamento oppure un euro per l’avviso di scadenza e quietanza online; il periodo di preammortamento massimo è di due mesi dalla data di erogazione della somma; oltre ai consueti documenti è necessario presentare anche la certificazione energetica dell’immobile. Non è necessario aprire un conto corrente presso una filiale del gruppo bancario, ma è bene valutare tutte le proposte attive di questo e degli altri istituti creditizi.

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