Mercati azionari: conviene ancora investire? E dove?

Sicuramente in anni pregressi prima che scoppiasse la crisi economica, il mercato azionario era il posto migliore dove investire il proprio risparmio accumulato nel tempo investendo in azioni, obbligazioni e materie prime come l’oro, l’argento, il platino. Ma, oggi, in uno scenario macroeconomico instabile e sempre più soggetto a fluttuazioni ed ad incertezze degli investitori, è lecito domandarsi se sia effettivamente ancora conveniente investire soldi sui mercati finanziari. In effetti, non possiamo dare una risposta così immediata perché ovviamente la variabile tecnologica ha giocato anche sul mercato azionario e borsistico un ruolo preponderante nell’effettuare un investimento: non è detto oggi che, in quest’epoca di rivoluzione telematica ci sia necessità di rivolgersi ad un promotore finanziario o di recarsi in banca per poter acquistare una share. Ovvio è che per sopportare un investimento ad alto rendimento, si deve necessariamente assumere dei rischi elevati ed in un contesto come quello attuale decidere di investire in sole azioni è molto rischioso ma può essere fruttuoso nel breve periodo.

Mercati borsistici: investire in azioni

Ovvio che i risparmiatori italiani prediligono investire in azioni dato che è da sempre considerata un’attività in grado di generare profitti molto elevati con rischi medio-bassi, in effetti non è assolutamente così semplicistico e veritiero in quanto l’attività di investimento in azioni comporta il sostenimento di rischi non indifferenti ed i mercati azionari possono generare profitti elevatissimi e non sono preclusi a nessuno. Come procede ad investire in azioni? Per farlo occorre avere a disposizione un capitale abbastanza ingente, le piattaforme che consentono di accedervi hanno costi esorbitanti e quindi per iniziare può essere un modo poco conveniente ed altamente rischioso. Se si decide di effettuare un investimento azionario acquistando direttamente l’azione di una società come Fiat, Ferrero, Pirelli, Benetton, Prada, Luxottica, si possono ottenere profitti quando questa listed company distribuisce dividendi agli shareholders e quando il prezzo dell’azione stessa sale. E quando il prezzo dell’azione scende? Brutto indice, si comincia a perdere e si deve vendere le azioni per limitare la share loss. Uno dei migliori metodi di investire è quello di utilizzare gli strumenti derivati o derivative, i quali permettono di raggiungere elevati capital gains quando il corso azionario viene prospettato in maniera oculata. Vero è, però, che i derivati sono strumenti finanziari assai pericolosi ed investire in un derivato è come scommettere o giocare al lotto, è più facile perdere di vincere, ma niente sconforto! Lo strumento derivato è un prodotto finanziario o un investimento il cui valore di mercato (fair value) è legato all’andamento dei prezzi delle materie prime o dei beni finanziari a cui esso si lega come le azioni, obbligazioni, monete, oro ecc. Il mercato dei derivati è molto ampio e raccoglie diverse tipologie di prodotto come i contratti futures, contratti forward, swaps e contratti di opzione, tra questi molto appetitosi sono i Financial futures ovvero attività finanziarie a termine, derivati, contratti di acquisto o di vendita a una certa data e a un prezzo prefissato di attività finanziarie, anche in valuta straniera. La loro modalità di funzionamento richiama quella svolta dai mercati finanziari a termine delle merci, che permettono la compravendita di alcuni prodotti a prezzi determinanti e con consegna a scadenza prestabilita, consentendo di coprire i rischi a chi deve comprare e vendere tali prodotti. Ciò consente di cautelarsi e di proteggersi da eventuali oscillazioni di prezzo comprando o vendendo a termine diversamente dall’impegno precedentemente assunto.

Mercati azionari: conviene investire in bond?

Alternativa all’investimento azionario è quello di investire in bond, ovvero in titoli obbligazionari di Stato: sicuramente non conviene, sono un semplice caso concreto il caso della Grecia, i titoli di Stato troppo bassi in rapporto al rischio che deve essere sopportato da chi decide di acquistarli; l’unica alternativa per chi vuole effettivamente acquistare bond e fare un investimento più “soft” è quello di investire in bond dei Paesi con bilanci pubblici in salute e non a rischio di default. In poche parole: i titoli di Stato tedeschi, i cui rendimenti nominali sono pari a zero mentre i rendimenti reali sono negativi; in tale casistica occorre parlare non tanto di investimento ma di “cuscinetto di capitale” dato che chi investe in bond tedeschi ha la certezza garantita di rivedersi quanto “investito”.

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