Contratto di lavoro: quanto pesa sulla richiesta di prestito?

Contratto di lavoro: quanto incide sulle condizioni di un prestito bancario?
In linea generale tutte le categorie di lavoratori ed ex lavoratori hanno facoltà di richiedere un prestito. A seconda del tipo di assunzione variano i requisiti per la concessione del prestito e le condizioni dello stesso.
Vediamo nel dettaglio il panorama di soluzioni possibili.

Chi può avere accesso al credito.

Per prendere in esame una richiesta di prestito, gli istituti finanziatori richiedono copia di:

  1. documento di identità,
  2. permesso di soggiorno (nel caso il richiedente sia straniero),
  3. CF,
  4. CUD,
  5. busta paga,
  6. modello 730.

Contratto di lavoro: ecco le tipologie

Se si risulta lavoratori atipici anzichè a tempo indeterminato, il profilo del prestito non sarà chiaramente il medesimo. Per meglio conoscere le condizioni di erogazione del prestito abbiamo voluto isolare le tipologie di lavoratori.

  • Lavoratori dipendenti.
    Sono coloro che abbiano stipulato un contratto di lavoro da dipendente; detto contratto può essere a tempo determinato o indeterminato.
    In generale i dipendenti a tempo determinato possono ottenere prestiti e finanziamenti di durata non superiore a quella residua del contratto. Nel caso degli assunti a tempo indeterminato questo limite non sussiste.
    Trattandosi a tutti gli effetti di un contratto a termine, non sempre le banche e le finanziarie concedono il prestito, seppur previsto dai termini di Leggel
  • Ai dipendenti statali sono invece rivolte specifiche tipologie di prestito.
    Parliamo dei dipendenti della pubblica amministrazione, della scuola e dei pubblici uffici. Questa categoria di lavoratori accede alle medesime condizioni di prestito dei dipendenti a tempo indeterminato.
  • Per dipendenti del settore privato la legislazione ha invece introdotto un utile strumento dipagamento: la cessione del quinto di stipendio. Adottando questo piano di rientro il dipendente non versa alcunchè alla banca. Le rate verranno automaticamente scorporate dalla busta paga (o dalla pensione).
  • I lavoratori a tempo determinato hanno generalmente accesso a tutte le tipologie di prestito, seppur con alcune limitazioni dettate dalla scadenza del contratto di lavoro.
    In questo caso le condizioni del finanziamento prevedono l’erogazione di importi fino a 30.000 euro, restituibili mediante rate fisse mensili. In certi casi l’accesso al finanziamento è vincolato ad una garanzia reale (come un immobile) o personale (fideiussore).
  • Quello di apprendistato è invece un contratto di lavoro che disciplina un rapporto di lavoro a causa mista.
    I lavoratori apprendisti hanno possibilità di accedere a prestiti personali, allo stesso modo dei lavoratori con un contratto a scadenza.
  • Rientrano nel novero dei lavoratori atipici i titolari di contratti Co.Co.Pro, gli aventi collaborazioni coordinate e continuative coloro con rapporto a somministrazione. A meno che il lavoratore disponga di una garanzia materiale il suo profilo lavorativo è difficilmente compatibile con una richiesta di prestito.
    Per questi lavoratori, aventi professionalità discontinue, una forma di garanzia è sempre necessaria per l’accesso al prestito. A questo profilo afferiscono anche le categorie dei cattivi pagatori e dei protestati.E’ importante riservare una parentesi in merito alla strumentalizzazione dei contratti di lavoro a progetto. Sovente questi vengono rescissi, rinnovati e dilazionati dalle aziende che, così facendo, non devono assumersi oneri, previdenza e tasse che l’assunzione effettiva invece comporterebbe.N.B. Una recente e significativa novità è la stipula di accordi tra gli Istituti Finanziatori e le Regioni. Questa prevede la creazione di un Fondo di Garanzia per i lavoratori precari e atipici. Tale fondo garantisce agli istituti di avere un rimborso privo di inconvenienti in caso di perdita del lavoro da parte del titolare.
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